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July 9, 2019 /design /UX/UI Design /

Perché i designer sono l’arma segreta della tua azienda

Le società incentrate sul design godono di un vantaggio competitivo

Non c’è dubbio: il design sta diventando sempre più importante nelle nostre vite, e utilizzare qualcosa di ben progettato, fa la differenza. Le aziende iniziano a capire che il design gioca un ruolo determinante nel successo o nell’insuccesso dei loro prodotti o servizi. E con l’importanza crescente assunta dal design nel processo decisionale e nello sviluppo del prodotto, i designer devono evolversi per affermarsi nei loro nuovi importanti ruoli all’interno del team.

Scott Belsky, Chief Product Officer di Adobe, crede da sempre nel potere dei creativi, e consiglia e investe in aziende che uniscono design intelligente e tecnologie all’avanguardia. Co-fondatore di Behance, coinvolto in progetti come 99U, e in società come Pinterest, Uber, Airtable, e Periscope, Belsky ha compreso il ruolo cruciale assunto dal design, e le relative responsabilità dei designer all’interno delle società.

“La gente non acquista tecnologie o prodotti: compra l’esperienza offerta da quella tecnologia o da quel prodotto”, spiega Belsky. Il design assume pertanto un ruolo sempre più determinante, insito nel modo in cui un cliente fa esperienza di un prodotto. “La chiave per offrire un’esperienza coinvolgente è un ottimo design. Ora che i brand l’hanno capito, stanno investendo sempre più risorse nel design, assumendo più talenti creativi e dando ai designer un maggiore controllo sui progetti”.

Vantaggio competitivo

Quando le aziende puntano sul design, ottengono uno slancio vincente difficilmente replicabile dai concorrenti. “Sempre più aziende diventano consapevoli che il design rappresenta un vantaggio competitivo”, spiega Belsky.

Ora che il ruolo dei designer sta cambiando per soddisfare le necessità di società più incentrate sul design, queste figure professionali stanno diventando sempre più stimati e influenti, e allo stesso tempo ricevono feedback da uno spettro sempre più ampio di colleghi. Secondo Belsky, “I designer devono capire che se il loro ruolo diventa più centrale, è naturale che ricevano riscontro sul proprio lavoro da più persone e di diversa tipologia. A volte può essere difficile ricevere critiche o commenti, ma vanno letti costruttivamente, come un riconoscimento dell’importante ruolo che giocano. La pluralità di input e riscontri, se gestita al meglio, non può che giovare alla qualità del prodotto finale”.

Una maggiore influenza significa misurarsi con sfide ancora più difficili

“Oggi i designer hanno molta più influenza nelle aziende, e godono di maggiore rispetto, ma ciò implica anche il doversi misurare con nuove sfide, ancora più difficili”, afferma Belsky. “Una di queste è semplicemente la velocità di produzione di nuovi contenuti da realizzare. Ci sono così tanti dispositivi, piattaforme, formati e campagne, che i creativi sono costretti a produrre contenuti a ritmi impressionanti”

I designer devono rispettare tempi di creazione dei contenuti sempre più incalzanti, e al contempo devono ricevere feedback da un gruppo sempre più ampio e variegato di persone all’interno dell’azienda. “Oltre a collaborare tra loro per realizzare progetti complessi, i designer devono attendere giudizi e feedback da molti altri colleghi, dall’ufficio marketing all’ufficio legale, fino ai più alti responsabili dell’azienda. Completato il processo, i designer devono trasferire il lavoro agli sviluppatori, che trasformeranno in realtà il progetto”, spiega Belsky.

Migliorare il project management per i designer

Ora che così tanti interlocutori diversi sono interessati al lavoro sui contenuti dei designer, può essere difficile districarsi nelle talvolta infinite pieghe del processo di feedback. Proprio per questo, società come Adobe stanno aiutando i designer a sfruttare al meglio le varie tecnologie a disposizione, così da facilitare la collaborazione e la gestione dei progetti.

Belsky spiega esattamente come si sta muovendo Adobe: “La tecnologia può fare molto per garantire una più efficiente collaborazione e questo è un obiettivo fondamentale per Adobe. Il nostro compito è snellire il processo di collaborazione eliminando lunghe e inutili catene di e-mail, e svariate versioni di un progetto che causano feedback discordanti. Il nostro programma Adobe XD per il design, offre già queste funzionalità, e stiamo lavorando sull’integrazione delle stesse capacità su tutti i prodotti della suite Creative Cloud”.

Abbracciare le nuove tecnologie

Ai designer viene chiesto di collaborare anche a nuovi progetti, che possono esulare dal loro normale ambito di attività, per esempio applicazioni nel campo dell’intelligenza artificiale, dell’assistenza vocale, del 3D e della realtà aumentata. Questa tendenza offre ai designer l’opportunità di espandere il loro bagaglio di competenze.

Belsky è entusiasta degli sviluppi attuali della design technology, e dei modi in cui i designer possono sfruttare tutte le nuove soluzioni a loro disposizione: “Credo che i designer debbano abbracciare le nuove tecnologie proprio in virtù della loro spinta creativa. Grazie a nuove interfacce come quelle vocali e della realtà aumentata, è possibile dare vita a progetti prima impensabili. È come avere a disposizione una tavolozza piena di nuovi colori: perché non provare a utilizzarli per creare qualcosa di innovativo, mai fatto prima d’ora? Per i creativi, provare cose nuove è la cosa più naturale del mondo”.

I designer che lavorano in società design-focused possono esplorare queste nuove tecnologie in modi che prima, in altre realtà, erano semplicemente impensabili. Tutto questo può rappresentare un’opportunità allettante e spingere a sperimentare qualcosa di nuovo, ma può anche mettere soggezione.

Società come Adobe, spiega Belsky, stanno lavorando proprio per rendere queste nuove tecnologie più accessibili e più facili da apprendere. “Le nuove tecnologie possono incutere timore, è naturale, e i creativi non diventano designer per imparare a gestire sistemi tecnologici ultra complessi. Ecco perché crediamo di avere la responsabilità di rendere questi mezzi il più possibile accessibili. Per esempio, abbiamo integrato la prototipazione vocale all’interno di Adobe XD, in modo da poter utilizzare un comando vocale come si includerebbe un comando a tocco o a scorrimento: i designer hanno oggi a disposizione nuove opzioni accattivanti, che non ti obbligano a imparare un modo completamente nuovo di progettare”.

L’empatia è fondamentale

Belsky ha da poco pubblicato un libro dal titolo “The Messy Middle” (La fase più ostica), in cui discute della fase intermedia, solitamente poco analizzata, di una startup o di un grosso progetto (la fase cioè tra l’inizio del progetto e quando si cominciano a intravedere i primi successi costanti). Belsky nel libro sostiene che una delle qualità più importanti per le aziende che vogliano districarsi agevolmente in questa ostica fase, è l’empatia. Secondo l’autore, sarebbe infatti essenziale “rimanere connessi con i clienti, con i loro problemi e con le loro necessità”.

I designer sono perfettamente preparati per affrontare questa fase ostica, comune a tutti i progetti, perché l’empatia è una delle loro doti principali. “Dietro un perfetto design c’è soprattutto empatia. Oggi il design non si limita ad abbellire le cose, ma punta a comprendere in modo approfondito gli obiettivi e le necessità degli utenti, e a creare un prodotto che li aiuti a raggiungere tali obiettivi nel modo più efficiente possibile. Ciò impone di parlare con i clienti e di comprendere realmente i loro punti di vista. Questo tipo di profonda comprensione fornisce la bussola per navigare anche nell’incertezza della fase intermedia”.

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